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intro - intervista - abstract

Nancy Huston
L'impronta dell'angelo
Strade Blu
24.000 lire

La primavera si impone, altri uccelli vengono a pigolare e a beccare nel cortile della casa in rue de Seine, alcune foglie verde tenue fanno la loro prima comparsa sulla vite canadese.
I concerti di Milano hanno scatenato critiche ditirambiche, e così una prestigiosa sala parigina dà il benestare all'impresario di Raphaël perché organizzi un concerto come solista nel mese di aprile.
Questo suo successo nella vita pubblica rende ancora più insopportabili a Raphaël le difficoltà nella vita privata. In un soprassalto di volontarismo, fotografa sua moglie e suo figlio e invia una scelta di negativi alla mamma in Borgogna (in particolare quello, l'unico, in cui Saffie sorride).
"E' necessario" dice tra sé e sé "che le cose si aggiustino. E' necessario porre fine a questa grottesca paralisi. Se si continua così, giorno dopo giorno, potrà solo peggiorare. Non c'è nessuna ragione perché noi non siamo felici, tutti e tre. Saffie, te ne supplico, esisti! Questo è un matrimonio, è per la vita, mio figlio ha bisogno di una madre vera che gli parli e gli canti, che gli insegni a conoscere il mondo. Saffie, mia cara Saffie! ritorna nel mio letto!"
Non hanno più fatto l'amore, dopo le prime settimane di gravidanza. Lui non la tratta in modo brusco. La tiene tra le braccia, la notte, e cerca di calmarla, di ammansirla, di metterla a suo agio. La accarezza, con le mani e con le parole, la penetra infine con tanta dolcezza che lei è quasi sul punto di piangere. E lei obbedisce. Non fa che obbedire, niente di più. Si rimette a non-dormire al suo fianco invece di non-dormire in biblioteca. Tiene la camicia da notte, quando fanno l'amore, per nascondergli il ventre con l'orrendo sorriso dentato. A parte ciò, lo accetta di nuovo nel proprio corpo. Lo fa godere come prima: distrattamente. Sorride e parla, senza essere presente dietro il suo sorriso, dietro le sue parole.

E' questa la situazione della coppia Lepage, tutt'altro che brillante si deve ammettere, al momento del grande concerto come solista di Raphaël alla metà di aprile del 1958. Ora, quel giorno tutto precipita.

Verso le dieci del mattino, Raphaël si esercita al flauto basso in un brano che conta di suonare come bis. Sarà una specie di regalo che offrirà al pubblico, questo inatteso cambiamento di strumento; abbandonando il virtuosismo e la brillantezza di tono cui avrà abituato gli spettatori con il suo Louis Lot, suonerà sulla Rudall Carte un brano grave e meditativo… dopo di che, non resterà loro che alzarsi in silenzio e allontanarsi senza applaudire, per conservare in sé le sublimi vibrazioni appena udite.
Nel bel mezzo del brano in cui si esercita, il flauto basso di Raphaël stecca.
"Merda!"
Irritato, si interrompe. Conosce il problema: quando toglie l'indice della mano sinistra dalla chiave di do il tampone resta incollato, sicché il do diesis successivo non fa che reiterare un do asmatico e roco. E' da sempre il punto debole di questo flauto: è come una vecchia signora la cui caviglia destra, periodicamente, ceda e si sloghi; non c'è altra scelta che portarla da uno specialista.
Certo, potrebbe rinunciare a suonare quel bis con quello strumento - il brano non è nemmeno in programma - ma gli secca. Quando Raphaël ha formulato un desiderio, fosse anche in se stesso e per se stesso, non gli piace vederlo contrastato. D'altra parte, come abbiamo appena visto, in quel momento è di umore particolarmente volontaristico.
Tutto a un tratto, vede il modo di prendere due piccioni con una fava: manderà Saffie a occuparsi della riparazione. Il liutaio abita nel Marais, in rue du Roi-de-Sicile, non è troppo lontano; lei può andarci a piedi, con Emil nella carrozzina. Il tempo è bello, la passeggiata le farà bene… sì, decisamente, l'idea gli piace.
Sempre due cose alla volta, Raphaël.
Povero Raphaël.